Guglielmo Marthyn

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Un viaggio dalla tecnica alla fantasia


Guglielmo Marthyn lavora con materiali di terra: argilla, smalti, colori;
e con questi materiali sa esprimere e suscitare un'emozione, sa far riflettere e sa plasmare i desideri della persona.
E' un piccolo miracolo, questo; un miracolo che richiede non poca fatica perché la materia non si piega facilmente a esprimere un mondo ricchissimo come quello dello spirito.
Di particolare rilievo è la ricerca rivolta alla conoscenza dei materiali (terre, smalti), delle temperature, una ricerca che è stata condotta con continuità e metodo per anni. Una ricerca che non si è avvalsa di "scorciatoie", una ricerca che comunque rimane un mezzo e non il fine.... è la definizione, la messa a punto di un linguaggio che consente di esprimersi di comunicare nel contemporaneo.

Vittorio Amedeo Sacco

     

Pensieri intorno alle sculture di Guglielmo Marthyn.

Un sentiero o una traccia che si rispetti attraversa sempre un bosco.
D’inverno è l’incanto dei rami che toccano terra coperti di neve,
d’estate è il riparo dal sole, la luce che filtra tra mille foglie.
Con gli alberi si ripassano le scale cromatiche dei verdi, dei marroni, dei grigi e dei rossi, nonché del giallo e dell’oro. Si raccolgono foglie nel ricordo di quando era d’obbligo d’autunno portarne a scuola una collezione; e come allora ci si incanta tra nervature e sfumature. Talvolta si abbracciano, spesso si accarezzano cortecce resinose e nodi, si esplorano cavità che, si immagina, possano  ospitare  folletti.
E poi ospitano gli uccelli: si inseguono gli svolazzi in entrata ed in uscita dai rami e dal canto si tenta di indovinarne  la specie: è un dono quando si riesce a vedere la testa di un picchio che perfora un tronco! Cadute le foglie i rami svelano architetture di nidi. Sono abitati da scoiattoli, ghiri, felini e da ogni sorta di insetti volanti, nonché da altre creature che non ci è concesso di vedere, neanche con l’aiuto della luna.
La vista degli alberi, di ogni albero è una gioia: e questo è quello che ci dicono le sculture di Guglielmo.

Edelweiss